Progetti scuola e territorio
Nell’ambito dell’applicazione della LR 9/2011 della Regione Siciliana, alcune scuole hanno aderito a progetti di raccolta sul campo e di mappatura collettiva.
Scopri di piùIl progetto ATOS (Archivio dei toponimi orali in Sicilia), promosso dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani (CSFLS), nasce nel 2023 a seguito dell’approvazione del progetto PRIN2022 Toponimia orale in Sicilia, tra storia e spazi vissuti. Un modello digitale, lessicografico e atlantistico (Oral Toponomy in Sicily, Between History and Local Areas. A Digital, Lexicographical and Atlas Model).
Si tratta dell’applicazione informatica e digitale del DATOS (Dizionario-atlante dei toponimi orali in Sicilia), entrambi sotto la direzione scientifica della prof.essa Marina Castiglione, rientranti a loro volta nella sezione onomastica dell’ALS (Atlante Linguistico della Sicilia). Esso è sostenuto scientificamente dai Dipartimenti di Scienze umanistiche degli Atenei di Palermo (Delibera del C.d.D. del 15/12/2021), Catania (Delibera del C.d.D. n.3 del 15/12/2021) e Messina (Delibera del C.d.D. n. 87 del 20/12/2020). Il progetto informatico ATOS è stato realizzato in collaborazione con Hapax Editore s.r.l. allo scopo di digitalizzare, georeferenziare, classificare e analizzare i materiali toponimici raccolti sul campo a seguito di ricerche condotte con un protocollo di inchiesta formalizzato (Castiglione & Castiglione 2022). L’archivio include anche materiali che non sono ancora stati editi nel “gemello” cartaceo, ossia nei volumi del DATOS.
La raccolta, lo studio e la salvaguardia del patrimonio toponomastico tradizionale, minacciato non soltanto dal cambiamento linguistico, ma soprattutto dallo spopolamento delle aree rurali e dal rapporto sempre meno significativo tra uomo e risorse naturali (marine e agro-pastorali), è una priorità scientifica e culturale a cui il gruppo di ricerca intende dedicarsi per i prossimi anni, con il concorso delle comunità territoriali. Sebbene la toponomastica sia notoriamente l’ambito più resistente nel mantenimento degli strati linguistici antichi, lo sviluppo economico e sociale del “secolo breve” ha infatti già disperso parte di questo patrimonio immateriale, che si dissolve insieme agli ultimi parlanti che lo avevano ereditato dalle generazioni precedenti.
Lo stesso Girolamo Caracausi, a cui va il merito di aver dotato gli studi onomastici siciliani di un completo e valido repertorio (Dizionario onomastico della Sicilia, vol.2, CSFLS 1993), affermò che i limiti del suo lavoro fossero ascrivibili soprattutto alla parte toponimica, in quanto «manca, purtroppo, tutta la microtoponomastica reperibile solo in migliaia di carte catastali di cui sarebbe stata impresa impossibile effettuare lo spoglio. E manca ciò che sarebbe stato di utilità estrema, ma impossibile a conseguirsi in tempi non eccessivamente lunghi e senza costi proibitivi, da parte di un solo operatore o anche di una équipe ben addestrata, la registrazione in loco della forma dialettale dei toponimi, sottoposti spesso dai cartografi a una italianizzazione forzata, in qualche caso fuorviante» (p.XXVIII). È a questa raccolta di registrazioni in loco che il progetto si dedica: alla loro fissazione sullo strumento digitale e all’individuazione del rapporto tra spazio nominato e nominazione.
Il progetto prevede, infatti, la raccolta dei toponimi e dei microtoponimi nella forma popolare (dialettale): oltre ai nomi delle contrade (e feudi), rinvenibili a partire dagli stessi strumenti impiegati da Caracausi 1993 e, se possibile, da ogni altra fonte scritta da lui non consultata (mappe catastali, tavole censuarie, archivi), è oggetto di indagine capillare e metodologicamente omogenea tutto ciò che nel territorio ha un nome: idronimi, oronimi, scogli e secche, grotte e rilevanze territoriali di ogni tipo, senza escludere alcune denominazioni odonomastiche legate sino a qualche decennio fa al paesaggio periurbano.
La lettura sistemica delle mappe toponimiche che sarà possibile estrarre dal progetto ATOS consentirà di far emergere oltre agli areali naturalistici anche la stratigrafia linguistica con aree più intensamente caratterizzate da denominazioni greche/bizantine, arabe, latine.
L’obiettivo è di documentare capillarmente l’intero patrimonio toponomastico nella forma popolare (che affianca quella documentata e cartografata) per restituirlo sotto forma di volumi cartacei (DATOS) e di archivio consultabile in rete (ATOS). I due strumenti offriranno, dal punto di vista dell’identità onomastica, una eccezionale chiave di lettura della storia linguistica della Sicilia e della sua complessa stratificazione, apportando indirettamente anche informazioni ambientali, etnografiche, ergologiche, socio-economiche.
La priorità linguistica del progetto mira all’analisi formale, semantica e motivazionale dei toponimi rinvenuti negli usi dei testimoni locali.
Un ulteriore obiettivo riguarda la salvaguardia e la divulgazione. Infatti, i territori vengono attivamente coinvolti sotto varie vesti. Le amministrazioni locali vengono sollecitate a collaborare attraverso protocolli di intesa, in cui si impegnano a individuare informatori ed esperti del territorio, a fornire ogni utile documentazione che serva a ricostruire le denominazioni del luogo, a patrocinare la stampa o la divulgazione dei prodotti scientifici. Il progetto mira soprattutto al coinvolgimento delle comunità locali, delle scuole (LR 9/2011), delle associazioni. Le Università e il CSFLS ritengono che sia questa la migliore garanzia per la salvaguardia del più ampio e stratificato patrimonio toponomastico dell’intero Mediterraneo.
Infine, obiettivo della banca dati – condivisa con il progetto ATPM (Atlante toponomastico del Piemonte montano) – è quello di configurarsi come una struttura modulare in cui anche altri progetti analoghi in Italia potrebbero riversare i propri dati ai fini di una interconnessione tra patrimoni regionali.
Nell’ambito dell’applicazione della LR 9/2011 della Regione Siciliana, alcune scuole hanno aderito a progetti di raccolta sul campo e di mappatura collettiva.
Scopri di più
Il DATOS (Dizionario-atlante dei toponimi orali in Sicilia) è un progetto editoriale diretto dal CSFLS che ha l’obiettivo di raccogliere in volumi monografici il repertorio di toponimi popolari del territorio siciliano.
Scopri di piùIl CSFLS ha realizzato un protocollo formalizzato di indagine a cui si rinvia per gli scopi, la metodologia di raccolta e la redazione delle voci:
M. Castiglione e A. Castiglione, a cura di, Interrogare i luoghi. Obiettivi e protocollo per il Dizionario-atlante dei toponimi orali in Sicilia (DATOS), Collana Piccola Biblioteca dell’ALS, 10, CSFLS – Dipartimento di Scienze umanistiche, Palermo 2022.
La piattaforma digitale ATOS prevede l’archiviazione e la schedatura dei toponimi siciliani all’interno di un back-end di caricamento appositamente adibito e strutturato. Tale spazio è costituito da diverse sezioni che scompongono le informazioni del nome di luogo attribuendovi delle etichette formali, di significato e geo-descrittive. L’archivio si presenta come un’officina aperta da cui poter estrapolare dati onomastici utili per indagini e prospettive di studio future.
Peculiarità delle voci archiviate su ATOS, possibili grazie al metodo di rilevamento sul campo, sono le seguenti:
ogni voce è corredata dalle varianti e dai subtoponimi ad essa riconducibili, se presenti
viene fornita laddove saliente l’altimetria e sempre l’indicazione della arealità vs puntualità della voce toponimica
presenza di etnotesti con riferimento alla fonte orale, nella costruzione delle voci toponimiche. Se necessario viene proposta la traduzione
classificazione per categorie formali, semantiche e motivazionali
motivazione attribuita dagli informatori all’input onomaturgico
rimando a testualità diverse (leggende, vicende storiche, aneddoti, descrizioni letterarie), ove presenti
possibilità di confrontare aree amministrative e confini percepiti grazie ad un caricamento delle carte del DATOS
eventuale vitalità dei toponimi orali misurabile grazie a inchieste parallele svolte in contesti non formalizzati (social o questionari da somministrare alle più giovani generazioni)
riusi toponimici attraverso crematonimi o altro
apparato iconografico diacronico e sincronico
eventuale nota etimologica
I criteri di rappresentazione grafica dei toponimi popolari presenti sia in forma isolata che all’interno degli etnotesti sono quelli descritti in: A. Castiglione, Per una nuova toponomastica siciliana, in «Bollettino» del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 25, pp. 301-354.
Per la trascrizione fono-ortografica si rimanda a:
V. Matranga V., Trascrivere. La rappresentazione del parlato nell’esperienza dell’Atlante Linguistico della Sicilia. «Piccola biblioteca dell’ALS» 5, CSFLS – Dipartimento di Scienze umanistiche, Palermo 2007.
In generale, la proprialità delle forme onomastiche è segnalata dalla maiuscola. Nell’eventualità di più varianti linguistiche (fonetiche, morfologiche) registrate, si seleziona a lemma la forma più diffusa. La localizzazione è quella fornita dalle tavole IGM (o dalle CTR) laddove esista un corrispondente toponimo ufficiale. Nel caso di toponimi non documentati si fa riferimento in modo approssimativo alla geolocalizzazione tramite gli informatori mappatori, i quali, grazie alla loro profonda conoscenza territoriale, risultano particolarmente importanti. Il ruolo primario di questa tipologia di informatori, tuttavia, consiste nella mappatura georeferenziata di quella mole toponimica che appartiene solo e soltanto al patrimonio popolare e che sarebbe altrimenti impossibile localizzare. Va però tenuto presente che, non di rado, rinvenire informatori che sappiano individuare correttamente i toponimi sulle carte fisiche o digitali può rivelarsi cosa alquanto ardua, tanto che spesso occorre adattare e mutare i sistemi di mappatura a seconda delle loro attitudini e delle loro competenze.
Ciascuna voce è corredata da fonti scritte o cartografiche in ordine cronologico. Le forme che selezionano l’articolo sono trascritte con la sequenza (l)u, (l)a, (l)i, l’ + toponimo (lu Giacatu, a Casazza, li Mànnari, l’Ecomostro ecc.). Nei toponimi sintagmatici, la testa reca sempre la maiuscola, mentre il secondo elemento ha la maiuscola se si tratta di un altro nome proprio (un toponimo generalmente attestato nel sistema o un antroponimo, es: I Vigni dȗ zzu Vanni Bbillanti; A Mecca di Crisafi; Castagne di donna Sariḍḍa) o la minuscola se, invece, si tratta di un nome comune (la Zotta â nivi). Negli etnotesti, l’enunciazione dei toponimi può avvenire anche in funzione di complementi di luogo: di solito, nei complementi di stato in luogo e moto a luogo, i toponimi vengono retti dalla preposizione a ‘a’, ma se la forma toponimica deriva da un antroponimo ancora chiaramente presente alla coscienza dei parlanti, la preposizione da cui sono selezionati è ni / nti / ndi ‘da, presso’: es. ni Mancusu, nâ Vìncina ecc.